1 Aprile 2026
Il cambio di scenario meteo era stato ampiamente previsto, ma il risveglio per molti agricoltori piemontesi è stato comunque amaro. Con l’esaurirsi del vento di foehn, che nei giorni scorsi aveva mantenuto l’aria più secca e tiepida, l’effetto “inversione termica” ha preso il sopravvento, facendo precipitare le temperature notturne ben sotto lo zero termico in vaste aree della regione.
Secondo l’ultimo monitoraggio del meteorologo Andrea Vuolo, il calo termico è stato drastico e diffuso, interessando in particolare le zone di pianura del Torinese, dell’Astigiano, del Cuneese e dell’Alessandrino.
Nonostante la quota inferiore ai 300 metri s.l.m., diverse località hanno registrato minime tipicamente invernali. Il picco del freddo è stato toccato nell’Astigiano, ma la morsa del gelo non ha risparmiato il Canavese e il Tortonese.
Il pericolo principale riguarda ora le gelate tardive. In questo periodo dell’anno, con le colture in fase di risveglio vegetativo o già in fioritura, una temperatura di quasi 5 gradi sotto lo zero può risultare fatale per i raccolti di frutta e ortaggi.
Per contrastare il fenomeno, molte aziende agricole della regione si sono viste costrette a correre ai ripari durante la notte, riattivando i sistemi antibrina. Questi impianti, spruzzando un velo d’acqua sulle piante, sfruttano il calore rilasciato dalla solidificazione del ghiaccio per mantenere i tessuti vegetali a una temperatura prossima allo zero, evitando che il gelo interno distrugga le cellule dei germogli.
da Quotidiano Piemontese
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