13 Aprile 2026
Quattordici soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, ricettazione e frode nell’esercizio del commercio. Questo è il frutto di una mirata attività di indagine della guardia di finanza di Torino a tutela del made in Italy, in materia di contrasto al fenomeno della contraffazione nel settore dei complementi di arredo di design che ha portato, inoltre, al sequestro di oltre 6.500 tra lampade e sedute, costituenti indebite riproduzioni di noti e iconici modelli riconducibili a importanti marchi del design industriale italiano.
L’operazione, denominata “Gamba corta”, curata dal Nucleo di polizia economico- finanziaria Torino, si inserisce in un ampio contesto investigativo, i cui approfondimenti investigativi sono stati avviati attraverso l’osservazione e il monitoraggio delle catene commerciali retail del territorio di riferimento e delle piattaforme di commercio elettronico che trattano prodotti della specie.
Tali attività di monitoraggio delle dinamiche commerciali di settore hanno consentito ai militari operanti di pervenire all’individuazione di una rete di operatori economici attivi nell’importazione, nello stoccaggio e nella successiva commercializzazione sul territorio nazionale dei prodotti d’interesse, con sedi societarie ubicate nelle province di Roma, Milano, Napoli, Bari, Lecce, Frosinone, Padova, Treviso, Varese e Vicenza.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Torino sono state quindi effettuate mirate perquisizioni presso le società coinvolte, punti vendita e strutture logistiche, dislocati in diverse Regioni del territorio nazionale (Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Puglia e Campania).
All’esito di tali interventi, svolti anche con la collaborazione e il supporto dei Reparti del Corpo territorialmente competenti, si è proceduto al sequestro degli oltre 6.500 complementi d’arredo individuati, tra lampade e sedute, riproducenti fedelmente – ma in assenza di autorizzazione da parte dei titolari dei relativi diritti – modelli iconici del design italiano, la cui proprietà intellettuale risulta tutelata mediante registrazione presso gli organismi competenti anche a livello europeo.
Gli investigatori, anche attraverso l’analisi dei documenti reperiti e il tracciamento dei flussi commerciali, hanno ricostruito l’intera filiera dell’importazione dall’estero (prevalentemente dalla Cina) e la rete di distribuzione dei prodotti sviluppate da parte delle 13 imprese complessivamente risultate coinvolte – in ipotesi di accusa – nelle condotte illecite di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, ricettazione e frode nell’esercizio del commercio.
Su queste basi sono stati ricostruiti anche i significativi volumi di elementi d’arredo contraffatti nel tempo commercializzati dalle citate società, per molteplici migliaia di pezzi.
In tale quadro va evidenziato che numerosi articoli, in particolare le lampade, sono risultati anche privi delle certificazioni di sicurezza previste dalla normativa dell’Unione Europea, con conseguente potenziale rischio per la sicurezza dei consumatori.
da Quotidiano Piemontese
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