14 Aprile 2026
La fase più intensa della perturbazione sta interessando in queste ore il territorio del Piemonte, con precipitazioni localmente molto forti e persistenti che colpiscono in particolare le aree di medio-bassa montagna e i settori pedemontani, soprattutto del Piemonte occidentale e settentrionale.
Il clou dei fenomeni, spiega il metereologo Andrea Vuolo, si concentra tra Valsesia, Biellese, Canavese e Valli di Lanzo, dove si registrano accumuli pluviometrici già significativi e localmente superiori ai 100 millimetri dall’inizio dell’evento.
Tra i dati più rilevanti rilevati dalle reti meteorologiche regionali emergono i 139 millimetri registrati a Trivero – Camparient, i 122 millimetri ad Andrate – Pinalba e i 109 millimetri a Corio – Pian Audi. Particolarmente significativi anche i 108 millimetri registrati al Santuario di Oropa, uno dei riferimenti storici per le osservazioni meteorologiche alpine.
Valori elevati anche a Lanzo Torinese con 92 millimetri, 91 millimetri a Piatto – Bielmonte, 90 millimetri a Piedicavallo e 89 millimetri a Mezzenile, confermando la distribuzione molto irregolare ma intensa delle precipitazioni sulle aree alpine e prealpine.
Secondo le previsioni, nelle prossime ore continueranno piogge e rovesci localmente intensi, che tenderanno a concentrarsi soprattutto tra Torinese, Cuneese e Astigiano, in un quadro di graduale attenuazione attesa entro le prime ore della mattinata di domani.
La quota neve si manterrà generalmente oltre i 1.700-2.000 metri, con possibili fasi di pioggia mista a neve durante i rovesci più intensi fino a circa 1.500-1.600 metri.
Nelle ore successive è atteso un miglioramento temporaneo, con schiarite e un rialzo delle temperature massime fino a valori compresi tra 17 e 20 gradi in pianura. Tuttavia, il tempo resterà instabile: dal tardo pomeriggio e in serata è prevista una possibile nuova attivazione di rovesci e temporali, ancora una volta concentrati sui settori pedemontani e di medio-bassa montagna dal Biellese al Cuneese, con fenomeni localmente intensi ma più isolati, soprattutto in corrispondenza degli sbocchi vallivi.
Una fase quindi ancora dinamica, che conferma la forte variabilità atmosferica tipica delle perturbazioni autunnali e primaverili sul Nord-Ovest italiano.
da Quotidiano Piemontese
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