20 Ottobre 2026

Milano, il lungo ottobre di piazza tra timori e bufale social su violenze e ronde

(Adnkronos) – Chiamate alle armi che proliferano come i gruppi che le diffondono. Video falsi di università private prese d’assalto e di ronde contro gli stranieri. Allarmi che girano nelle chat di studenti su ‘maranza’ che vogliono uccidere i ‘futuri rich’ e violentare tutte le ragazze che incontrano. E’ il panico social, che con finti allarmi e fake news moltiplica in modo esponenziale quello generato nel centro di Milano dai giovani devastatori. Fatti che “sono il frutto della guerra ibrida che qualcuno sta portando delle nostre nazioni con strumenti non convenzionali, che si chiamano TikTok, che si chiamano social, che si chiamano YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”, secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto.  

Il movimento, se così lo si può definire, che sabato e domenica ha devastato Milano è acefalo, senza bandiere e dai contorni ideologici ancora non chiari. Caratteristiche, queste, che rendono complicato – non solo per i cittadini ma anche per chi ha il compito di gestire l’ordine pubblico – distinguere le bufale dagli allarmi reali e anticipare le mosse della massa di giovani e giovanissimi che nel fine settimana hanno distrutto e saccheggiato la città. Il timore che possano tornare a farlo è concreto e reale. “Rispetto alla giornata di sabato c’è parecchia preoccupazione”, ha riferito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che dopo il botta e risposta a distanza con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, domani lo incontrerà alla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto Claudio Sgaraglia. All’ordine del giorno, inevitabilmente, ci saranno i disordini che hanno tenuto sotto scacco la città sabato e domenica e la paura che si ripetano. 

Il timore è in particolare per la giornata del 24 ottobre, ma “è chiaro che siccome questi si auto-convocano, potrebbe essere in qualunque momento”, ha sottolineato il primo cittadino. Gli appuntamenti di certo non mancano, ne circolavano in rete anche per la giornata di lunedì, quando poi non è andato in scena nessun disordine, ma la difficoltà è appunto distinguere quelli veri da quelli falsi. “Il 17 era un assaggio, il 24 ci sentirete fino al Sud”, promette una locandina che circola sui social. Un appuntamento però non rilanciato da quello che si definisce il ‘profilo ufficiale’ di ‘Italia in piazza’, il movimento che ha convocato le manifestazioni dello scorso sabato. “Sottogruppi nati post 17 ottobre non siamo noi”, chiariscono nelle storie.  

Gli epigoni hanno però già triplicato i follower del sedicente originale: l’account ‘movimento 17 ottobre’, attivo sia su Instagram che su Telegram, ha indetto una mobilitazione permanente tutti i sabati a Bologna, Milano, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova. E in un comunicato rivendica: “Non siamo una sigla, siamo un processo: un movimento non strutturato nato per prendere iniziativa. Un movimento con un capo ha un bersaglio. Un movimento con un indirizzo ha un’irruzione. Un movimento con un elenco di iscritti ha un fascicolo. Noi non offriamo bersagli. La fluidità è una strategia e la facciamo nostra”. Respingono qualsiasi tentativo di avvicinamento dei “partiti e sindacati istituzionali”, ma anche delle “realtà di movimento che da decenni cercano di lucrare sulle lotte e di monopolizzarle. Per noi non sono all’altezza della causa”.  

I centri sociali milanesi e i collettivi studenteschi per il momento organizzano le loro assemblee, in vista dello sciopero del 30 ottobre. Il programma della giornata è ancora un’incognita, non solo perché mancano dieci giorni, ma anche perché l’evoluzione della situazione è molto rapida in questo ottobre di proteste. L’ultimo autunno, per altro, prima delle Comunali.  

La campagna elettorale già cominciata inevitabilmente segue da vicino ciò che accade nelle piazze. Il primo a muoversi, dopo i disordini del weekend, è stato il centrodestra, che lunedì è sceso unito in piazza San Carlo per manifestare solidarietà a forze dell’ordine e commercianti. Lo striscione “vi remigriamo tutti” però ha suscitato lo sdegno di diversi ragazzi e innescato momenti di tensione. Domani è il turno di ‘Futuro nazionale’, con il generale Roberto Vannacci che in serata sarà in via Torino, teatro delle devastazioni peggiori domenica. Mezz’ora più tardi appuntamento in piazza della Scala per la manifestazione organizzata da Cgil e partiti del centrosinistra “per la coesione sociale” e “contro la violenza”. Ci saranno anche il sindaco Sala, il capogruppo dem al Consiglio regionale della Lombardia Pierfrancesco Majorino e il candidato alle primarie Mario Calabresi. 

 

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