12 Aprile 2024
Sono passati trentadue anni dalla prematura scomparsa di Augusto Daolio, leader carismatico e fondatore insieme a Beppe Carletti dei Nomadi, uno dei gruppi più longevi e importanti della musica italiana. Un artista simbolo del beat italiano, delle proteste giovanili, di una costante ricerca di libertà contenuta nel brano più rappresentativo «Io vagabondo» e nel motto «sempre nomadi».
Per celebrare la figura di Daolio, inconfondibile nei capelli lunghi, barba, occhiali e voce unica, è arrivata a Torino, nelle sale di Spazio Musa, a partire da ieri e fino al 13 maggio, la mostra “Augusto Daolio: uno sguardo libero” che ha avuto straordinario successo a Reggio Emilia nel 2022 e che illumina, accanto alla storia dell’autore e del cantante, i talenti multiformi di un artista che era anche un pittore e scultore autodidatta.
L’attività di cantante, artista visivo, poeta e divulgatore sarà testimoniata grazie ad una serie di materiali (molti dei quali assolutamente inediti) tra cui disegni, dipinti, schizzi, taccuini di viaggio, fotografie, manoscritti e video, la maggior parte dei quali messi a disposizione dagli archivi personali di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto Daolio. Sarà un allestimento creato intorno a temi e parole chiave, fortemente caratterizzanti sia la produzione artistica che la vita di Daolio, il cui intimo significato e la cui forza rimangono ancora di forte attualità.
Da Quotidiano Piemontese
Intorno alle 23 di ieri sera l’allarme: un passante chiama il 112 e segnala una bicicletta danneggiata sulla carreggiata; a poca distanza, nella vegetazione, c’è un uomo. Purtroppo per lui non c’era più nulla da fare.
Ti aspetto per incontrarti di persona. Sono le parole scritte dal presidente Tino Cornaglia e inviate agli oltre 65 mila associati di Banca d’Alba, invitandoli a partecipare all’assemblea ordinaria in programma domani ad Alba in piazza Medford, a partire dalle 10.
La fase più intensa della perturbazione sta interessando in queste ore il territorio del Piemonte, con precipitazioni localmente molto forti e persistenti che colpiscono in particolare le aree di medio-bassa montagna e i settori pedemontani, soprattutto del Piemonte occidentale e settentrionale.
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